🌐 DiGiTALiA – Manifesto per l’Innovazione dell’Italia 2020 ðŸ’¡

Negli ultimi mesi, a tenere impegnati buona parte di mia testa e cuore, c’è stato un interrogarmi su soluzioni future per problemi presenti, e provare a coelaborare risposte collettive a questi quesiti decisivi per il nostro coesistere, per il nostro comune coevolvere.
Con le preziosissime persone del dipartimento nazionale Innovazione, democrazia digitale & nuove tecnologie di Articolo Uno (che ho coagulato grazie alla campagna da me ideata #UnoConoscerci) e che ho l’onore di guidare – primus inter pares, come amo pensare ed agire – su incarico conferitomi da Roberto Speranza, abbiam lavorato “matti e disperatissimi” a quel che finalmente quest’oggi condividiamo con voi.

Tra gli orizzonti e i temi che non possono non essere di una forza di sinistra popolare, a moderna matrice ecosocialista di Governo di un grande Paese, non possono non esserci innovazione e digitale, e abbiam pensato con tutta umiltà ma altrettanta voglia di dare un contributo cruciale al futuro del Paese di provare a porci ad avamposto d’avanguardia della compagine di Governo su questi temi, con un’analisi amplissima e proposte precise.
Un lavoro forse ambizioso e senz’altro appassionato, che parla di futuro in numerosi e fondamentali ambiti e aspetti, offrendone una lettura e tracciandone una visione dalla parte delle persone.
Eccolo qui, buona lettura & buona condivisione a tutte e tutti voi.

DiGiTALiA. Manifesto per l’Innovazione dell’Italia 2020

 

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✍ UNA PROPOSTA CONCRETA, AL SERVIZIO DEI CITTADINI ðŸ“Œ

La sinistra in Italia è manchevole da un lato di concretezza, da un altro di correttezza, nei confronti delle aspirazioni dell’elettorato tutto e del proprio.

Ebbene, in controtendenza quest’oggi come Articolo Uno proponiamo, con il nostro Segretario nazionale Roberto Speranza, qualcosa di concreto e crediamo corretto: recuperare la Carta dei diritti universali del lavoro della CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro, che giace in Parlamento dalla scorsa legislatura, ed onorarne gli oltre 3 milioni di firme a corredo, il che mi pare sacrosanto rispetto delle sollecitazioni a norma di legge di quei lavoratori e non che non hanno trovato piene rappresentanze e rispetto delle proprie volontà ed esigenze nel Parlamento precedente e attuale, e che pur a prescindere da questo debbono veder rispettate le proprie necessità e aspirazioni, sollecitate, come previsto dalle leggi in vigenza.

È un appello senza cappello da mettere, ma con un cappello più grande possibile da tenere in mano assieme alle altre forze parlamentari per ascoltare, obbedire e raccogliervi i 3 milioni di sudate firme reali, non virtuali, di un sofferente Paese reale, non vitale, che rivolgiamo laicamente innanzitutto al MoVimento 5 Stelle, forza di Governo che vuole rappresentare da pari le istanze dei cittadini – e qui ci son 3 milioni di firme per una sola istanza – e altresì al Partito Democratico, forza di opposizione che deve, farla, e farla a sinistra, rivolgendosi senza tentennamenti alla classe lavoratrice come constituency non unica, neppure privilegiata, ma quantomeno paritaria.

Il Parlamento serve a parlarsi, le leggi di iniziativa popolare servono e farsi ascoltare, esercitando la sovranità che al popolo appartiene come da Articolo 1 della nostra Costituzione, la politica serve a servire il popolo e onorarne la volontà espressa. Noi, fedeli al nostro nome e alla nostra storia, e leali con il nostro popolo e il nostro futuro, ci proviamo.

➡ qui tutte le informazioni circa la Carta dei Diritti Universali del Lavoro: http://www.cartacgil.it

 

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