✍ UNA PROPOSTA CONCRETA, AL SERVIZIO DEI CITTADINI 📌

La sinistra in Italia è manchevole da un lato di concretezza, da un altro di correttezza, nei confronti delle aspirazioni dell’elettorato tutto e del proprio.

Ebbene, in controtendenza quest’oggi come Articolo Uno proponiamo, con il nostro Segretario nazionale Roberto Speranza, qualcosa di concreto e crediamo corretto: recuperare la Carta dei diritti universali del lavoro della CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro, che giace in Parlamento dalla scorsa legislatura, ed onorarne gli oltre 3 milioni di firme a corredo, il che mi pare sacrosanto rispetto delle sollecitazioni a norma di legge di quei lavoratori e non che non hanno trovato piene rappresentanze e rispetto delle proprie volontà ed esigenze nel Parlamento precedente e attuale, e che pur a prescindere da questo debbono veder rispettate le proprie necessità e aspirazioni, sollecitate, come previsto dalle leggi in vigenza.

È un appello senza cappello da mettere, ma con un cappello più grande possibile da tenere in mano assieme alle altre forze parlamentari per ascoltare, obbedire e raccogliervi i 3 milioni di sudate firme reali, non virtuali, di un sofferente Paese reale, non vitale, che rivolgiamo laicamente innanzitutto al MoVimento 5 Stelle, forza di Governo che vuole rappresentare da pari le istanze dei cittadini – e qui ci son 3 milioni di firme per una sola istanza – e altresì al Partito Democratico, forza di opposizione che deve, farla, e farla a sinistra, rivolgendosi senza tentennamenti alla classe lavoratrice come constituency non unica, neppure privilegiata, ma quantomeno paritaria.

Il Parlamento serve a parlarsi, le leggi di iniziativa popolare servono e farsi ascoltare, esercitando la sovranità che al popolo appartiene come da Articolo 1 della nostra Costituzione, la politica serve a servire il popolo e onorarne la volontà espressa. Noi, fedeli al nostro nome e alla nostra storia, e leali con il nostro popolo e il nostro futuro, ci proviamo.

qui tutte le informazioni circa la Carta dei Diritti Universali del Lavoro: http://www.cartacgil.it

 

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Goccia a goccia si saluta e si salpa (c’è ancora posto, ci sarà un posto)

Un mio pezzo per Possibile sul volume che abbiam fatto assieme, sull’acqua, sulla pioggia, sul mare & sul salpare.
Su un progetto editoriale innovativo, un progetto politico incancrenito, e verso un progetto politico altro, alto, che nasce domani, e di cui saremo tutt* egualmente genitrici e genitori, assieme.
Senza rete si salta, in Rete si salpa
[da qui: http://www.epossibile.org/goccia-a-goccia-si-saluta-e-si-salpa-ce-ancora-posto-ci-sara-un-posto/%5D

Prendete la pioggia: prendete il lasciare un partito, prima un solo addio, poi più addii, goccia a goccia, dapprima a sorpresa e alla spicciolata dopodiché a ritmo sempre più intenso, intristito, incessante. Un temporale. Un naufragio.
Prendete il prendere carta e penna di tante persone – che hanno fondato il Partito Democratico o vi si erano iscritte solo per le ultime primarie del 2013 – che iniziano a scrivere lettere di addio al PD condividendole in Rete, su Facebook, sui propri blog, per annunciare l’abbandono nave, non necessario né di convenienza ma convinto e necessario alla propria coscienza.
Con maggiore o minore sofferenza, con meno spaesamento e più conforto quando a scrivere la sua lettera, il 6 maggio, è Giuseppe Civati.
Adesso a tutto questo aggiungete l’idea di un collante o il collante di un’idea: raccogliere tutte queste lettere di addio nate e rese note tanto in modo spontaneo quanto in moto disordinato, e raccoglierle in un libro che

 Unisca le mani e le penne di chi abbia lasciato il Partito Democratico e lo faccia sentire meno solo, meno sola, assieme
 Incoraggi scoraggiate e scoraggiati a compiere il passo d’ormai inevitabile uscita da un partito non più proprio, dando la prospettiva di un progetto e innanzitutto il segnale che non s’abbia paura, che non si va nel nulla o da nessuno, ma che soffrendo assieme si soffre meglio e meno e poi si risorge, riparte, ricostruisce
 Esca a tempo di letteral-letterario record ad una settimana dal concepimento dell’idea del volume
 Esca prima della tornata amministrativa del 31 maggio, quando moltissime persone, compiuto o stando per compiere il passo fuori, si ritrovino dentro le urne ad uscire e votare a sinistra, come da sottotitolo, e con un titolo, #CiaoPD, che è un hashtag d’intenti e da battaglia, ma contro nessuno e semplicemente per un noi assieme altrove
 Raccolga le lettere in maniera rigorosamente cronistorico-democratica, per momento di pubblicazione
 Resti un progetto aperto, una casa di carta – ma non solo su carta, possibilmente – che continui ad accogliere dopo la pubblicazione alla casella e-mail addiopd@gmail.com ulteriori passi di ulteriori persone per farne d’altri ancora assieme e assieme andare avanti, grazie a una modalità di pubblicazione per cui la casa editrice consentirà di aggiornare un po’ come una app o ancor meglio una voce Wikipedia il volume, che in qualsiasi momento resterà disponibile ma ampliato
 Che i proventi dell’e-book, comunque messo al prezzo minimo possibile di vendita (meno di un euro), siano autori e lettori a decidere come impiegarli (crowdmanaging)

Il tutto non volendo lanciare un’opa ostile a un partito ormai enorme relitto in mari melmosi e petroleosi a ponente (verso destra), ma piuttosto un’arca amicale un po’ corsara e un po’ tanto nuova dove si raccolgano e ritrovino e ripartano, levante in poppa, animali in maggioranza gufi e cormorani fuor di petrolio, in assoluta minoranza colombe e falchi fuor di metafora.
In un progetto di e-book tanto innovativo quanto detto e fatto, e i cui proventi magari vadano – idee come detto soggette a decisione orizzontal-democratica assoluta – alla costruzione e alla manutenzione dell’arca possibile, o a una donazione d’aiuto ad altri profughi, scappati via attraversando il mare da ben altro, per ben oltre.
I libri si fanno lettera a lettera, i mari goccia a goccia, il paese & il partito possibile si faranno idea ad idea ad idea.