comizio di chiusura campagna elettorale Sinistra Civica Ecologista, Roma, 29/9/2021

Benvenuti alla rivoluzione, la rivoluzione d’ottobre è lo slogan che campeggia nei nostri manifesti, con riferimento a quella di Lenin e Trotskij, ma se la rivoluzione come diceva Mao non è un pranzo di gala non è detto che non possa cominciare con un concerto orario aperitivo.

Scherzi a parte, parliamo di una cosa seria, perché parliamo di Roma, e di una parola seria, che trovate scritta nel nostro simbolo in basso, in piccolo, ma che abbiamo voluto fortemente: ecosocialista.

La nostra sfida di oggi è tutta lì, nella risposta a quel pressante paradigma: nel cambiamento climatico causato dall’uomo, e nell’aumento della disuguaglianze acuito dal virus. E guardate sono temi talmente enormi, globali, che non possono non essere anche locali, affrontati anche in un municipio come questo, che in effetti proprio piccolo non è. 100 km quadrati, Firenze, 200.000 persone, Trieste. E dunque ed ineludibilmente anche qui dobbiamo co-eleborare soluzioni per quelle due cose lì, per tutte e per tutti.

E per affrontare i due problemi ci vogliono due cose: visione e prospettiva. La visione mi pare di vederla, la prospettiva occorre costruirla: vedete, l’ultima volta che è stata eletta una giunta municipale di centrosinistra che abbia completato la consiliatura è stato vent’anni fa esatti, nel 2001. Da allora odissea nello strazio, e delle conseguenze di errori e fallimenti ne ha sofferto la programmazione del  futuro e ne ha sofferto tutto il nostro campo, che non ha avuto tempo di crescere, ed ora è tempo finalmente di alzare l’asticella, gettare il cuore oltre l’ostacolo e avvicinare un orizzonte più ampio

L’orizzonte immediato è quello di una campagna difficile, per quanto detto, calamità più o meno naturali, Raggi, gamma o quel che fossero ma che han fatto danni, una campagna strana, cominciata a Ferragosto e che sta finendo ora, quasi ottobre, eppure ancora caldo; e poi per il fatto che a volte un po’ ci mettiamo del nostro, ed ecco che nella terza elezione in cinque anni qui in terzo ci presentiamo con la terza lista diversa, che non è uno scioglilingua ma rischia di diventare un enigma per una parte delle donne e uomini di sinistra che sono dalla nostra parte. Però noi siamo ancora qua, con le nostre idee di sempre, con la nostra parola, di sempre: siamo donne e uomini di sinistra.

Cambiamo sovente nome ma mai idea, siamo sempre puntuali all’appuntamento e su di noi si può contare.

E vogliamo dirlo qui anche a Paolo, il nostro candidato Presidente dove “nostro” afferisce al fatto che davvero ce lo sentiamo un po’ più nostro, di certo vicino, vicini a lui nell’idea di municipio da co-elaborare assieme, migliorando un qualcosa di nuovo che pure s’è già avviato nella consiliatura municipale che sta volgendo al termine, ma che deve rilanciare e rilanciarsi, ambire come dicevo ad andare ancora più in alto, e ancor più in orizzontale. Questo è un municipio fortunato perché ha prevalso con la sua candidatura l’idea di una coalizione più composita, più comunicante, più coalizione. Più periferica, meno ZTL. Sinistra Civica Ecologista in questo vuol fare la propria parte e dare una mano.

Per prenderci, tutte e tutti per mano, e fare il tanto che c’è da fare, ciascuno un pezzo, un passo,  e potremmo parlare di tante cose, e allora al primo posto potremmo mettere la cultura, anzi le culture che si intrecciano in tutto il territorio, cultura che in genere nei programmi elettorali si mette per ultimo, ma noi per citare il compagno Bersani che oggi compie settant’anni e a cui vanno i nostri auguri non siamo qui a pettinare le bambole bensì a ribaltare le piramidi. Spesso si ricorda con adeguato disprezzo quella frase sprezzante, con la cultura non si mangia, Tremonti,  mentre io ricordo quella di Tolstoj: “Bisogna trovare la cultura sostanziosa. Se la troviamo, la prenderanno tutti gli affamati”. C’è una fame pazzesca di cultura, di culture, e con la cultura non soltanto si mangia, ma si salva la vita, come da quel murales alla metro Jonio voluto dalla gay line dove c’è un numero di emergenza da chiamare. Allora in un municipio che ha 0 musei e mille posti magnifici che ci parlano di passato e presente, vogliamo rilanciare e osare reinventare il futuro, come diceva Thomas Sankara, portarci nel futuro con una casa delle culture che ci parli dei noi di ieri, oggi e domani, e ne parli anche a chi da fuori vorrà venire a stringersi, a noi, ribaltando anche un paradigma d’una città centro-centrica ormai fuori dal tempo, riappropriandoci dello spazio laddove noi per dirla con Gramsci aspiriamo alla città futura, al municipio di un domani più diverso, meno diseguale.

Da domani, o insomma, da domenica. Facendoci e dandoci forza, votando Sinistra civica ecologista; ecosocialista, che poi fa rima con antifascista. Da questa piazza noi vogliamo dire forte e chiaro che questa piazza è antifascista, questa lista è antifascista, noi siamo antifasciste e antifascisti. Lo siamo talmente tanto che siamo contro tutti, i fascismi, anche quelli del terzo millennio che sono non solo quelli barricati in immobili non loro, ma quelli che ci tengono, barricati in casa nostra, e guardate, non è il Governo cinico e baro: sono i novax. Sono i complottisti dei social, che si lamentano delle chiusure ma si rifiutano di prendersi cura di sé e vaccinarsi per consentire le riaperture, a furia di fake news in cui credono poco e niente e che tuttavia a furia di ripeterle finiscono col crederci. In questo fascismo postmoderno, questo fakescismo, siamo passati dal tu non puoi entrare al tutti da nessuna parte potete andare, invece noi vogliamo tornare in piazza, vogliamo tornare ad essere qui e noi e ora e sempre.

Siamo stati chiusi in casa abbastanza, anche a leggere sui social quelle stronzate, e il diritto allo spazio è diritto di tutti, non quello di pochi gruppi di alcuni di privarcene o circoscriverlo.

Nel programma Michetti vengono proposti quartieri con bar, pub, e discoteche, tutto concentrato, come riserva indiana, nella proposta di una candidata di Calenda c’è la proposta di un ghetto gay, noi invece siamo quelli per l’approvazione della legge zan, che va approvata domani, non dopodomani. Noi vogliamo riprenderci lo spazio, il tempo, la vita, senza sottrarla a nessuno. Noi crediamo nel coesistere, nel coabitare, d’altra parte se no non eravamo cittadini cioè abitanti di una città, di una comunità.

Di un municipio meraviglioso che merita il nostro meglio.

Non c’è solo Piazza Sempione, non a caso nel programma della nostra coalizione c’è il recupero di parco tor san giovanni, di largo fratelli lumière, di largo valsolda, il recupero spazi come la maggiolina. Poi certo anche Piazza Sempione: difficile sfuggire alle polemiche sulla pedonalizzazione, un casino della Madonna, una pedonalizzazione sacrosanta della piazza, pretestuosamente attaccata con la scusa di voler conservare lo spartitraffico attuale, quando si sarebbe potuto spostare la statua della Madonna – che ora con ogni probabilità rimarrà a svolgere quella funzione – dandole più dignità, perché qui in questa piazza vedo una maggioranza laica, di atei, tra cui il sottoscritto, ma sinistra come dicevamo è rispettare tutte e tutti, anche chi crede: non sono figli d’un dio minore coloro che si considerano figli di dio. E usare i fedeli per propria battaglia politica non è battaglia è barbarie, è usare le persone, è conservare lo status quo peggiore, ed è di destra, ed è un po’ fascista.

Ma noi alla conservazione continueremo a contrapporre il futuro.

A ordine e sicurezza democrazia e bellezza.

E agli interessi politici di pochi, gli interessi pubblici di tutti, a cominciare dagli ultimi, penultimi, fino ad arrivare ai candidati di Calenda, Calenda… categorie di cui non si parla mai un po’ perché ce lo si dimentica un po’ perché ce ne si vergogna. Categorie come i diversamente abili – in tutto il municipio noi abbiamo il dovere dell’ambizione delle barriere architettoniche zero – categorie come i poveri – chi parla mai dei poveri? eppure c’è, la povertà, e dannazione no non è stata abolita, e gli invisibili devono far parte di una nostra visione egualitaria – categorie come i bambini, anzi, le bambine ed i bambini, perché l’educazione di genere va data fin dalla culla, e sino alla fine, fine che ciascuno deve essere libero di scegliere, liberi sino alla fine. Ecco, quei bambini io vorrei vederli tornare a correre liberi, a giocare in piazza, e non necessariamente con delle videocamere che li osservino h24 con la scusa della sicurezza, che in realtà cela sorveglianza, il capitalismo della sorveglianza, e spesso sfocia nella violazione delle nostre intimità e momenti e diritti. 

Noi invece difendiamo quelli di tutti e tutte. Questi siamo: quelli di sempre, cambiassimo pure 3 o 300 nomi ancora: Sinistra Civica Ecologista. Siamo dalla parte delle persone e quindi siamo dalla parte giusta, abbiamo ragione noi, e avremo ragione dei sempre nuovi fascisti anche stavolta: al lavoro, alla lotta e al voto bellissime compagne e compagni!

qui il video: https://fb.watch/8kwRBimiTH/

tutti i video di DiGiTALiA – Stati generali dell’Innovazione

Per me fare politica è innovare, osare, reinventare radicalmente tutto e coelaborare un miglior futuro possibile, sempre dalla stessa parte: quella delle persone, a sinistra.

Sono felice e fiero rappresentando una forza di sinistra e di Governo di aver con il dipartimento nazionale Innovazione, democrazia digitale e nuove tecnologie di Articolo Uno per primi messo al centro d’un dibattito come non mai pressante, e grazie alla qualità dei panel in maniera tanto puntuale e preziosa il tema del nostro diritto ad un equo e trasparente “futuro di cittadinanza”.

Grazie di tutto cuore a tutte e tutti quanti hanno contribuito e partecipato a #DiGiTALiA – Stati generali dell’Innovazione, s’è volato davvero alto e fatto un prezioso punto sul presente e sul politico: la destra è conservazione, la #sinistra sia #innovazione

qui tutti video ⤵️

https://www.youtube.com/c/articolouno